Differenze tra nord e sud. Il capitolo sull’educazione stradale.

da Valeria Gluten Free
2 Commenti

Nord.Che sia un pedone, una bici, un autobus o un camion, l’occhio del conducente è fisso sul semaforo. Appena scatta il verde, sfrecciano sicuri incurandosi del mondo, dritti verso la meta. Tutti passano, nessuno aspetta. Bussano in casi eccezionali, tipo quando un vecchio ne approfitta del rosso per farsi una mini pennichella nella sua confortevole bmw. Non parcheggiano in doppia fila, le corsie preferenziali non sono mai occupate e le strisce pedonali funzionano.
Napoli.Il semaforo rosso è un’ingiustizia sociale. Ansia, rabbia e irrequietezza sono solo alcuni dei sentimenti coltivati in 2 minuti di attesa.

Il pedone napoletano ha sviluppato nei secoli, grazie ad un efficace adattamento all’ambiente, una coda dell’occhio che gli permette di controllare in soli 3 secondi annanz, aret, allà e accà. Gli scienziati affermano che probabilmente la vera abilità di questi esseri unici sia dovuta ad un udito in grado di percepire qualsiasi motore che si stia avvicinando alla loro persona, piuttosto che alla vista. Gli esperimenti hanno infatti dimostrato la capacità di questi individui di riconoscere le marche delle auto/moto senza neppure vederle “oooh,ohhh, sient a chist oì. Chest sicur è ‘na ninggia!”
Inenarrabile ed indescrivibile la velocità della strombazzata di clacson allo scattare del verde.
La doppia fila, è doppia, quindi conveniente, una costante in questa città. La corsia è preferenziale perchè è preferita da tutti tranne che dagli autobus che rinunciano a percorrerla. Quando il pedone con coraggio decide di impegnare le strisce pedonali, ha il tempo di rivolgere una preghiera a san Gennaro prima che qualcuno si fermi, e dopo aver attraversato, la probabilità di un ” grazi’ eeeeeeh” da parte dell’automobilista clemente è pari al 98%.

Chi guida a Napoli guida ovunque, chi guida ovunque non guida a Napoli.

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2 Commenti

iaia_That's mine! 25/10/2012 - 8:51 am

Ahah, mi ricordo anni fa una vacanza a Napoli con la famiglia: per raggiungere il garage dell'albergo bisognava fare il giro dell'oca OPPURE prendere una piccola strada in contromano.
Mio padre, che andava a Napoli tantissimo per lavoro in quel periodo, si era adattato al luogo e ovviamente aveva scelta la seconda opzione.
Noi marmocchi siamo rimasti sconvolti (mio padre è un super ligio, soprattutto in macchina).
Quanto tornerei a visitare Napoli volentieri, devo organizzare 🙁

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Very Valery 25/10/2012 - 6:24 pm

Ahahahah ma è così, quella città ti segna!
Se mai dovessi decidere di organizzare (DEVI) un ritorno scrivimi che io di dare dritte sulla mia città sono un'esperta 😉

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