A volte mi chiedono che lavoro faccio. E io, ogni volta, esito. Perché scrivo, fotografo, creo contenuti, coordino progetti. Ma se c’è un filo rosso che unisce tutto questo è che mi piace raccontare le cose. Raccontare le persone, le esperienze, le storie. E il Gastronomika Festival 2025 è stata esattamente questo: un’occasione per ascoltare, condividere e riflettere, finalmente dal vivo, su un tema che mi sta particolarmente a cuore.

Sono stata invitata a partecipare all’hackathon “Cambia tutto” per portare il mio punto di vista sul mondo del senza glutine. Non solo come content creator, ma come persona che quel mondo lo vive ogni giorno: tra sfide, scelte quotidiane, soddisfazioni e tanta curiosità.
Meno etichette, più qualità
Il panel ha messo insieme professionisti del settore free-from, da chi produce dolci e lievitati a chi gestisce negozi o gastronomie specializzate. Abbiamo parlato di celiachia, di intolleranze, di inclusività e soprattutto di cultura alimentare. Perché, diciamolo: chi mangia “senza” è spesso ancora costretto a giustificarsi, a spiegare, a fare compromessi. E invece dovrebbe poter vivere un’esperienza di gusto piena e senza preconcetti.
La consapevolezza, come è emerso chiaramente, è la chiave: sapere cosa si mangia, come viene prodotto, che valore c’è dietro. E questo vale sia per chi ha necessità specifiche, sia per chi si avvicina a questo mondo per curiosità o empatia.
Il valore del confronto
L’aspetto più bello? Il confronto diretto, le chiacchiere sincere con chi, in modi diversi, lavora per rendere il mondo del food più inclusivo. Si è parlato di filiere, di etichette, di comunicazione. Di clienti informati (o malinformati), di estetica e di sostanza. Di quanto sia importante fare rete, anche tra realtà molto diverse tra loro. Perché il cambiamento – quello vero – passa attraverso la collaborazione.
E se c’è una cosa che mi porto a casa da questa giornata è la conferma che il “senza” non è mai una mancanza, ma un modo diverso di guardare al cibo, con più attenzione, più rispetto, più voglia di fare bene.
Un grazie a chi c’era
Un grazie va a tutto il team de Linkiesta, che ha creato uno spazio di ascolto e confronto prezioso. E a chi, ogni giorno, lavora con passione per proporre un’alternativa buona, sicura e consapevole. Il “senza”, in fondo, è solo un punto di partenza.